Una macchina sempre aggiornata a servizio dell’emergenza in primo luogo e di chi ha bisogno comunque di aiuto. Questo è la Croce Verde di Ascoli Piceno (www.croceverdeap.it) che dal lontano 1995 è diventata una delle istituzioni cui gli ascolani sono maggiormente affezionati. “L’idea mi venne nel ’95 – ricorda il fondatore e attuale presidente Maurizio Ramazzotti – per colmare quel vuoto di assistenza che c’era in gran parte della nostra vallata, da Arquata fino alle porte di San Benedetto”. E di strada le ambulanze della Croce Verde ne hanno fatta tanta e continuano a percorrere migliaia e migliaia di chilometri.
Attualmente sono in attività 19 ambulanze:5 di tipo “A”allestite con attrezzature necessarie al personale sanitario, 4 sulla quale operano volontari particolarmente addestrati all’emergenza e 10 di tipo “B” per i trasporti secondari, cioè non immediatamente legate all’emergenza. A completare quella che è una vera e propria flotta provvedono poi 2 automediche (autovetture sulle quali viaggia il personale sanitario per integrare l’attività delle ambulanze oppure vengono utilizzate per il trasporto di organi e/o di sangue), 3 pulmini per trasporto disabili e 10 cosiddetti “taxi sanitari” che hanno pure a bordo un minimo di attrezzature sanitarie.
Tutta l’attività si muove ovviamente nell’ambito delle leggi regionali che disciplinano il settore grazie all’opera di circa 300 volontari dei quali una metà circa impegnati nel campo dell’attività di pronto soccorso e un’ottantina addestrati ad utilizzare in caso di necessità il defibrillatore. Ciò permette una presenza capillare sul territorio con ambulanze pronte a partire per le diverse emergenze ad Ascoli, Acquasanta e Venarotta, mentre ad Appignano, Roccafluvione, Spinetoli e Offida ci sono strutture per l’intervento. Ma dicevamo anche se l’emergenza è il settore di immediato impatto e di maggiore visibilità, c’è anche l’assistenza, circa 60 viaggi di automezzi al giorno per portare in ospedale persone che hanno bisogno di cure e quindi riaccompagnarle al loro domicilio.
Ma per far funzionare tutto, la cosa più importante è la formazione che non si limita solo a preparare ai vari compiti che dovranno svolgere i volontari della Croce Verde, ma significa anche un continuo e costante aggiornamento.
Al di là di qualche facile polemica di questi giorni su carenze di formazione, i numeri che può fornire la Croce Verde di Ascoli sono davvero impressionanti: occorrono almeno 184 ore di corso fra preparazione per diventare un volontario in grado di poter salire a bordo di un’ambulanza di quelle con le maggiori attrezzature e sono necessarie 191 di corso per diventare un autista. Finita qui? Macché. Per poter operare occorrono ben due certificazioni: una rilasciata dall’istruttore particolarmente qualificato e riconosciuto e l’altra dal direttore della centrale operativa del 118. E quest’ultima non è consegnata a vita, ma è necessario rinnovarla anno per anno. Insomma la piena garanzia che ogni volontario abbia i requisiti psicofisici necessari per svolgere un’attività così delicata e utile alla nostra comunità. Fra l’altro l’organizzazione della Croce Verde prevede che se per 3 mesi, per qualsiasi causa, si interrompe l’attività di volontario, è necessario ripetere il corso da capo.
Inoltre la formazione non si limita ai volontari, ma fra gli scopi della Croce Verde c’è anche quello di diffondere il più possibile la cultura dell’emergenza attraverso corsi annuali di primo soccorso rivolto a tutti coloro che sono interessati, corso che è arrivato alla 18esima edizione.
Formazione e controllo significa anche un parco macchine tenuto in assoluta e pronta efficienza per cui non c’è un solo mezzo, fra quelli che sono destinati al servizio, che non sia in grado di muoversi e raggiungere la più sperduta località della nostra zona.

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